Strategie digitali, 10 + 1 semplici consigli per essere efficaci sul web

Ecco qualche consiglio per mettere in atto una buona strategia digitale che possa valorizzare la tua professione o la tua azienda.

NON ESISTE UNA STRATEGIA PERFETTA

La prima regola è che non esiste una sola strategia da poter utilizzare in tutte le occasioni. I piani di valorizzazione di ogni azienda o professionista devono partire da uno studio profondo dell’attività e dalla ricerca delle soluzioni più adatte a premiarne le specificità.
In alcuni casi, ad esempio, potrebbe essere interessante sviluppare un blog aziendale, in altri casi si potrebbe decidere per una valorizzazione dei canali social o di strumenti che aumentino la visibilità locale di un’attività.

SII FLESSIBILE

Un minimo di programmazione è sempre consigliabile quando ci si approccia a un progetto, e più questo è complesso più bisogna fare attenzione in fase di impostazione.
Tuttavia in molti casi sono i metodi di approccio più flessibili a portare i migliori risultati sul lungo andare.
Internet è un ambiente estremamente “liquido” e le strategie per emergere online possono cambiare di mese in mese; cerca di strutturare piani che non siano focalizzati su un metodo di lavoro schematizzato, ma che possano essere modificati di volta in volta a seconda delle circostanze ambientali e dei feedback che arrivano dall’esterno.

IL SITO È IL PUNTO DI PARTENZA

Alcune aziende possono arrivare a conseguire grandi successi appoggiandosi a piattaforme come Facebook, Instagram o Youtube; questi colossi stanno implementando sempre di più una moltitudine di strumenti utili a promuovere aziende e professionisti direttamente dalle loro pagine.
Ma avere un buon sito (semplice magari, ma funzionale) è sempre il primo passo da fare.
Un sito di proprietà ti permette di avere più controllo sui tuoi contenuti (che apparterranno a te invece che a terze parti), di poter monitorare con più efficacia le tue strategie e di poter implementare soluzioni a livello di visibilità assolutamente impensabili su piattaforme non gestite direttamente da te.
A ciò si può aggiungere l’importanza di un fattore più strettamente di “etichetta”.
Un’azienda con un sito proprio (meglio se ben fatto) risulta immediatamente più affidabile rispetto a un concorrente che si trova online solo sulle “pagine gialle” o su Facebook.

Non c’è bisogno di avere siti realizzati con budget a quattro zeri e che facciano cose “dell’altro mondo”. L’importante è avere delle pagine piacevoli da navigare, veloci, e che permettano agli utenti di trovare le informazioni che cercano nel minor tempo e nel minor numero di clic possibile.

ESSERE OVUNQUE È NON ESSERE DA NESSUNA PARTE

Sfrutta solo gli strumenti che possano dare effettivamente dei frutti; anche la gestione di un social rappresenta un costo.Non aprire un canale Youtube solo per mettere il video trailer della tua azienda e non aprire  un profilo Linkedin a ogni costo perché “lo fanno tutti”.
Agli utenti dei canali che ti ospitano devi portare un “valore aggiunto”.
D’altra parte, se pensi di avere un’idea carina che possa coinvolgere il tuo pubblico presente e futuro, non avere paura di “lanciarti” su piattaforme che magari ti vengono sconsigliate solo per un pregiudizio.
Social come TikTok o Twitch ad esempio, che inizialmente erano rilegate rispettivamente al mondo dei giovanissimi e dei videogiocatori, adesso ospitano canali collegati agli argomenti più disparati, anche di genere informativo o culturale.

TikTok: Il caso Clinica Veterinaria Modena Sud
A dispetto delle attese il canale TikTok della Clinica Veterinaria Modena Sud è riuscito a coinvolgere un gran numero di utenti in poco tempo dalla sua apertura. Cosa più importante: la presenza sul social ha contribuito all’acquisizione di nuovi clienti, “incuriositi” dai video prodotti dalla clinica.

NON BASARE LE TUE STRATEGIE SU METRICHE INUTILI

Le Vanity Metric sono quelle metriche che, sia in tendenza positiva che in tendenza negativa, non sono effettivamente indicatrici dell’efficacia delle nostre strategie online.
I “Mi piace” su Facebook potrebbero rappresentare in alcuni casi il classico esempio di metrica poco utile a valutare i tuoi effettivi progressi.
Puoi, ad esempio, acquisire migliaia di follower perché pubblichi foto divertenti o meme ispirati alle serie televisive del momento; ma se le persone che mettono “Mi piace” alla tua pagina non si trasformano in valore aggiunto per la tua azienda (magari perché potrebbero essere potenziali clienti dei servizi che offri) hai forse sprecato risorse che sarebbe stato più utile indirizzare verso altri progetti.

Valuta sempre con attenzione la reale importanza delle metriche che osservi per misurare il successo delle tue strategie. Sono veramente indicative?

LA DIFFERENZA TRA ONLINE E OFFLINE

Tieni sempre a mente che il comparto “tradizionale” e il comparto digitale di un’attività devono operare sinergicamente per esprimere al meglio il loro rispettivo potenziale.

È impensabile strutturare grandi strategie online se poi la nostra controparte offline non ha il tempo di supportare il risultato scaturito dagli sforzi e dagli investimenti impiegati sul web.

Ad esempio: Possiamo impostare una grande campagna pubblicitaria tramite GoogleAds che ci permetterà di posizionarci in prima posizione su Google relativamente ad alcune parole chiave importanti per la nostra azienda. Possiamo, tramite un percorso oculato e focalizzato su un pubblico di nostro interesse, arrivare ad avere un movimento di migliaia di follower su varie piattaforme social… ma cosa succederebbe se poi chi ci contatta al telefono non ricevesse risposta perché non abbiamo strutturato un reparto di accoglienza e segreteria capace di assorbire il traffico in aumento?
Oltre ad avere prosciugato risorse inutilmente rischieremo, in questo caso, di creare addirittura un effetto controproducente.

INTERCETTA I BISOGNI DEI CLIENTI

Quando crei contenuti (articoli, video, pagine web) cerca sempre di creare materiale che intercetti un bisogno. Con quello che fai devi “generare risposte”.
I contenuti ideati con questa premessa sono generalmente quelli che hanno la possibilità di posizionarsi meglio e di darti più visibilità. Ogni volta che stai per apprestarti a scrivere o a progettare un contenuto chiediti:
qual è il bisogno a cui vorrei dare una risposta? Quante persone ci sono che potrebbero trovarsi nella situazione di avere questo problema? Possono diventare miei clienti?  Entrare in contatto con loro aggiungerebbe reale valore alla mia attività?

PARLA AL POPOLO, NON AI TUOI COLLEGHI

Molto spesso capita di vedere siti aziendali che si rivolgono a un pubblico “generalista” ma che utilizzano un linguaggio comprensibile solo da un addetto ai lavori (un competitor fondamentalmente).
Non può esserci niente di più sbagliato.
Molte persone potrebbero non conoscere gli strumenti che usi, ma potrebbero avere bisogno dei tuoi servizi.
Un esempio: un consulente SEO può fare comodo a tutti… dall’idraulico al notaio, dalla grande multinazionale al piccolo negozio di quartiere… ma quante persone sanno cosa è la SEO?
Per promuoversi in questo caso non sarebbe meglio mettere l’accento su “cosa ti porto” (aumento di visibilità e quindi di fatturato) piuttosto che “che strumento uso?” (la SEO).
Logicamente ci sono alcuni casi in cui una comunicazione “specializzata” è obbligatoria. Un rappresentante farmaceutico si rivolge a un pubblico di persone che condividono pienamente il suo vocabolario, quindi è giusto che usi un linguaggio specifico.

Se hai già un sito aziendale (e ti rivolgi a un target non specializzato), prova a leggere la descrizione dei tuoi servizi o dei tuoi prodotti… quello che hai scritto apparirebbe chiaro anche per una persona che non ha la tua stessa preparazione o che non è del settore?
Naturalmente, se lo vorrai, potrai approfondire i tuoi argomenti scendendo sempre più nel dettaglio per far presa anche su clienti più “preparati” o che vogliono informazioni più specifiche su quello che offri.
L’importante è mostrare al cliente le informazioni più generali e meno tecniche per prime, e scendere successivamente a gradi di dettaglio e specificità sempre maggiori.

RISPOSTE VELOCI E “A MODO”

Il valore aggiunto del Web è che permette di azzerare il tempo e lo spazio della comunicazione… agisci di conseguenza!
Se sei presente su piattaforme e social che permettono agli utenti di inviarti messaggi (Youtube, Facebook, Google My Business e tutto il resto), devi cercare di rispondere a chiunque ti scriva.

Cerca di esprimerti cercando un equilibrio tra:

– linguaggio della piattaforma o dello strumento che ospita la comunicazione
– tono naturale di voce (tone of voice) della tua attività
– linguaggio della persona con cui interagisci

Potrai optare per un linguaggio particolarmente formale se devi rispondere a una mail che ti è stata inviata a seguito della compilazione di un form sul tuo sito, oppure indirizzarti verso un linguaggio colloquiale se stai conversando con una persona su Facebook o Instagram.
Naturalmente non è carino rispondere a chi ci da del “Lei” (qualunque sia la piattaforma che ospita la comunicazione) postando miriadi di punti esclamativi ed emoticon; come non sarebbe saggio iniziare una risposta con l’intestazione “Egregio Cliente” se dall’altra parte notiamo l’uso di un linguaggio informale e particolarmente “amichevole”.

Due piccoli consigli:
Anche se ti trovi su piattaforme caratterizzate dall’utilizzo di un linguaggio estremamente colloquiale, utilizza se possibile il nome di chi ti ha scritto e saluta sempre in apertura e chiusura del messaggio.
Cerca di non rispondere con troppo ritardo ai messaggi dei tuoi clienti (o potenziali tali); alcune piattaforme che prevedono l’utilizzo di strumenti di messaggistica istantanea potrebbero disattivare automaticamente delle funzioni se non rispondi a una buona percentuale delle domande ricevute o se impieghi troppo tempo nel dare una risposta.

SFRUTTA LE RECENSIONI (ANCHE QUELLE NEGATIVE)

Il web è pieno di insidie.
Una delle più grandi è che il nostro brand è soggetto all’imprevisto di poter ricevere recensioni negative in qualsiasi momento.
Cerca di rispondere sempre, sia alle recensioni positive che a quelle negative.
Ringraziare chi ti ha lasciato un feedback positivo aumenterà il livello di coinvolgimento con la tua clientela e darà l’impressione di avere a che fare con un un’impresa “reattiva”. Un “grazie” è una piccola ma sempre gradita ricompensa per chi ha speso qualche secondo del suo tempo per darti una mano.

Quando ricevi una recensione negativa, invece, cerca di comunicare (attenzione al garbo) qualcosa di costruttivo e di mettere in risalto comunque un aspetto positivo della tua attività.
Quando questo non è possibile (tutti sbagliamo), chiedere scusa non fa mai male. L’umiltà è una dote che viene apprezzata più di quanto si possa immaginare in questi contesti.

Ricorda sempre che una buona risposta a una critica negativa ha la doppia funzione di:
– tentare di recuperare un cliente insoddisfatto
– influenzare positivamente i futuri lettori della recensione
Quindi fai attenzione a non farti prendere emotivamente mentre rispondi a un tuo “detrattore”, anche quando credi di aver ricevuto un’ingiustizia; altre persone leggeranno la tua risposta e si faranno in parte un’idea della tua professionalità basandosi su di essa.

Approfondimento: Recensioni Google, qualche consiglio su come sfruttarle

SII COERENTE!

Alla base delle azioni che intraprendi deve esserci la coerenza.
Internet è un’arma a doppio taglio: può portarti a godere di grande visibilità ma allo stesso tempo può esporti con grande facilità a critiche difficili da gestire.
Fai sempre attenzione al tipo di messaggio che vuoi trasmettere e assicurati che non entri in conflitto con le strategie che metti in atto e con i servizi e i prodotti che offri.

Link esterni:

Google Digital Training (Corsi e approfondimenti sul mondo del Digital Marketing)

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Strategie digitali, 10 + 1 semplici consigli per essere efficaci sul web
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Consiglio utili per mettere in atto una buona strategia digitale per professionsiti, aziende e negozi.
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