Intervista a Simone Berni, il “cacciatore di libri”

Simone Berni è senza dubbio il più celebre cacciatore di libri italiano.
Inizia a scrivere delle sue ricerche su vari blog nei primi anni del 2000. Alcuni dei suoi articoli, dopo aver destato l’interesse del mondo del collezionismo, confluiranno nella sua prima pubblicazione: A Caccia di Libri Proibiti, del 2005.
Da lì Simone non si fermerà più, sfornando un volume di successo dopo l’altro.
I suoi lavori si riveleranno utilissimi a collezionisti, appassionati, e addetti ai lavori.
Il suo Manuale del Cacciatore dei Libri Introvabili è ormai un libro cult, necessario per chiunque voglia apprendere i segreti di un vero books hunter.

Simone Berni non si è mai fatto problemi a trattare libri dai temi “pop” e a portare alla nostra attenzione argomenti tenuti a margine dalla bibliofilia tradizionale, regalandoci sempre spunti interessanti e “vivi”.

Ecco l’intervista a Simone Berni:

Si può dire che tu abbia iniziato questo “mestiere” in un periodo di transizione tra due epoche. Qual è l’aspetto del collezionismo librario che è cambiato maggiormente con la diffusione del commercio online?

Internet ha creato un mercato che prima non c’era. Di punto in bianco si è avuto accesso alle cantine, ai magazzini, ai depositi di tutte le librerie esistenti, il cui contenuto è stato sparato in un enorme calderone.  Negli ultimi vent’anni la situazione è sfuggita di mano a chi l’aveva teorizzata. Sono nati i mostri, contro i quali stiamo combattendo. Una produzione pressoché illimitata di libri che parlano di altri libri, di scrittori che scrivono storie che si svolgono in biblioteche, librerie, con cacciatori di libri, collezionisti impazziti, editori deliranti.
Un mondo che si sta contorcendo, come se un Dio annoiato ne avesse fatto una pallina di carta e l’avesse gettata in un cestino. Ma gli abitanti della pallina lo sanno di essere nel cestino?

In un contesto globalizzato e frammentato come quello attuale è possibile individuare grandi correnti ? Quali sono le mode del collezionismo al giorno d’oggi?

Mah, la crisi globale è a volte ben mascherata dai chirurghi, che determinano – se non proprio mode – comunque dei flussi all’interno del mainstream. I chirurghi sono, nella mia accezione, i profondi conoscitori di un settore librario, di una serie di autori, di un genere letterario, di un movimento. Così ecco che ci sono i collezionisti di Stephen King, di Harry Potter, del Signore degli Anelli e così via. Circoli chiusi, dove i libri cambiano continuamente di mano dando l’illusione della preziosità, di un interesse crescente. I prezzi si alzano fino all’inverosimile, e poi di colpo basta una crisi di settore, un periodo di involuzione, ed ecco che si sgonfiano di colpo, dando così l’esatta percezione di quello che si era costruito: un castello di sabbia.

In linea generale, i prezzi si sono abbassati perché rispetto al passato è più facile trovare i libri oppure si sono alzati perché anche chi vende si informa maggiormente? C’è un trend da questo punto di vista?

Ci illudiamo di vedere le cose da un punto di vista, quello italiano, che non è il punto di vista dominante. Le diverse velocità delle diverse economie delle diverse nazioni che si contendono il sapere determinano condizioni mutevoli e dissonanti.
Non ci si vuole arrendere all’evidenza che il prossimo mercato sarà quello del libro feticcio. Gli asiatici ricchi compreranno le opere occidentali importanti. Non per leggerle, evidentemente. Ma perché da sempre il potente di turno vuole possedere carnalmente il più debole. La cultura dei predecessori va sottomessa anche asportandone i loro stessi simulacri, spostando fisicamente gli obelischi della loro storia ed erigendoli in nuove piazze. I prezzi sono dettagli numerici stabiliti dal vincitore.

Mi incuriosisce molto la distinzione che fai tra “bibliofili raffinati” e “bassi bibliofili”. Qual è la differenza tra queste due categorie?

Sì, è evidente che c’è un’alta bibliofilia, le Cinquecentine, gli incunaboli, le edizioni Bodoniane, le tirature su carta dell’Isola di Pasqua o su papiri di Tutankhamon. Poi c’è la bibliofilia bassa, il Futurismo, le grandi opere di design contemporaneo, le avanguardie, le edizioni limitate del Novecento. Due mondi ai quali non sento di appartenere in modo particolare. Anche perché il termine bibliofilo non mi si addice. Ritengo che il libro sia un mezzo artistico per esprimere creatività. Del resto mi sento non di rado più attratto dal contenitore che dal contenuto. Tutta la mia essenza mi porta a considerare il libro una zona periferica dei miei interessi, solo un punto di riferimento per gli spostamenti nel suo sottobosco, che sono la mia vera meta.

Cosa ne pensi della recente volontà di Amazon di proibire la vendita di alcuni libri “scomodi”? Penso ad esempio al Mein Kampf.

Non ne penso niente. Sono i corsi e ricorsi della storia. E anche nel caso citato non è il Mein Kampf il problema (libro, tra l’altro, che nessuno ha letto, di una noia mortale) ma evidentemente ciò che il libro rappresenta. Amazon non è altro che un supermercato dove un prodotto con olio di palma può essere estromesso, da un giorno all’altro, dopo aver occupato gli scaffali per anni. Sui libri contenenti fake news su problemi attuali e contingenti – vedi coronavirus – non posso dire che abbia agito male. Dico però che il comportamento è ipocrita. Su Amazon ci sono libri spazzatura in ogni campo (medicina, economia) da sempre.

Copertina di I nazi-fascisti e le scienze del terrore di Simone Berni.
Simone Berni, I Nazi-Fascisti e le Scienze del Terrore (Macerata, Biblohaus)

In una tua intervista hai dichiarato che il cacciatore di libri deve essere disposto, diciamo, a sporcarsi le mani. Che la sua deontologia ha dei risvolti assai poco politicamente corretti. Allo stesso tempo però il tuo è un lavoro che nasce anche dalla paura che la storia che studiamo potrebbe non essere quella vera. Quindi in realtà il cacciatore di libri cerca di portare a galla anche delle storture, fatti ignorati, menzogne del potere. Ti senti una specie di Han Solo? Furbacchione si… ma in fondo che combatte dalla parte dei deboli?

Beh, Han Solo alla fine è stato abbastanza fortunato, da farabutto com’era all’inizio ha finito per sposare una principessa…
Sì, se qualcuno vuole veramente trovare qualcosa di buono, non in questo campo ma ovunque, bisogna saper accettare la dura realtà. E la dura realtà impone di scendere in campo con armi simili ai contendenti, per non soccombere in partenza. Quindi, scorrettezze, sgarbi, inganni, sotterfugi vari. Con le buone maniere non si potano nemmeno le rose.

Copertina di Manuale del Cacciatore di Libri Introvabili di Simone Berni.
Nel Manuale del Cacciatore di Libri Introvabili è presente l’icosalogo: una lista delle venti regole che bisogna seguire per diventare buoni cacciatori.

Nel Manuale del Cacciatore di Libri Introvabili consigli di dirottare gli altri cacciatori su ricerche di poco conto… ti è mai capitato di essere messo su una pista falsa da un collega?

Molte di quelle “leggi” sono scaturite da esperienze vissute sulla mia pelle. Sai quante mail ricevo quotidianamente, da colleghi, venditori, collezionisti, altri autori ecc.? All’inizio mi sembrava maleducato non rispondere a tutti. Adesso mi sembra maleducato che la gente mi distragga mentre sto lavorando. Quella che si dice un’inversione di tendenza.

Come hai detto più volte, è impossibile che ci sia nel mondo un libraio o un collezionista che non abbia lasciato almeno una volta su una bancarella o su uno scaffale un pezzo da novanta, ignorandone il valore. Puoi raccontarci quale è stata la tua più grande occasione mancata?

Di molti “colpi mancati” per fortuna non l’ho mai saputo. E l’ignoranza in questi casi è benedetta. Di quelli che so, mi pento di non aver colto l’occasione, anni fa, di poter prendere con due soldi un’edizione turca di Dracula, che adesso so costare quanto un’auto di media cilindrata.

Copertina di Dracula di Bram Stoker il mistero delle prime edizioni di Simone Berni.
Simone Berni, Dracula di Bram Stoker. Il Mistero delle Prime Edizioni (Macerata, Biblohaus)

Nelle tue ricerche privilegi il 900? Da un punto di vista grafico, dell’oggetto libro, è il secolo che ritieni mediamente più interessante?

Io mi occupo ormai solamente di anni 2000 e degli ultimi trenta del 900. E ho già abbastanza lavoro con quelli. Qualche eccezione, come Bram Stoker. Ma il mio campo è quello.

Quale è stata la caccia più bella non te lo chiedo… come non ti chiedo se leggi i libri che collezioni… ma un’altra domanda te la faccio volentieri. Hai un autore o un periodo preferito dal punto di vista letterario?

Leggo difficilmente. Le poche volte che riesco a convincere i miei occhi stanchi in genere è per qualche apocrifo di Sherlock Holmes, ma è sempre più difficile trovarne di plausibili. Tra le altre cose, odio leggere libri sulla mia città, libri di politica, letteratura tradotta, saggistica di settore, libri d’arte o new age. Ho una leggera attrazione per edizioni trash o dal contenitore interessante, ma sono di gusti difficili. Michele Mari merita. La poesia contemporanea mi annoia abbastanza, tranne quella di Luca Salvatore, che però non scrive quasi più, e non so dargli torto. Tanto oggi tutti scrivono e nessuno legge più.

Copertina di The Silver Bridge di Gray Barker.
In un articolo pubblicato su Cultora qualche tempo fa Simone Berni ricorda una delle sue più interessanti ricerche, quella legata al libro The Silver Bridge di Gray Barker.

Il libro a tema musicale più interessante con cui hai avuto a che fare?

A tema musicale? Anche qui bisogna intendersi, se si parla di musica alta (Queen, Greenday, Luca Carboni) o musica bassa (Doors, Beethoven, Beatles). Direi che mi intrigano i libri di Sergio Endrigo, Luigi Tenco e Rino Gaetano. Di quelli vivi mi interessa solo David Bowie. No, un libro che mi ha scatenato in maniera particolare per una caccia o un’acquisizione direi che non c’è.

Copertina di Dischi volanti e mondi perduti di Simone Berni.
Simone Berni, Dischi Volanti e Mondi Perduti (Macerata, Biblohaus)

Sei probabilmente il cacciatore di libri più celebre in Italia. La tua visibilità in alcune occasioni ti si è ritorta contro?

Non frequentando le tv e ancora non essendo sbarcato compiutamente su Youtube, la mia visibilità direi che è relativa. Ad ogni modo mi capita di sovente di ricevere rifiuti ingiustificati quando chiedo un libro. Se sono io a chiederlo si pensa subito che sia un pezzo rarissimo sfuggito all’attenzione. La cosa a volte mi ha così innervosito che mi sono vendicato facendo richieste ripetute alla stessa persona di libri insignificanti in suo possesso, che ormai lui riterrà preziosissimi.

La prima puntata de La Posta del Cacciatore di Libri, dal canale di Simone Berni.
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Intervista a Simone Berni, il cacciatore di libri.
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Intervista a Simone Berni sul mondo del collezionismo librario.
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